I Romani a tavola

Ipertesto realizzato dalla IV ginnasiale dell'Istituto "L.Pietrobono" di Alatri

Il pasto dei Romani

Dove

Come

Quando

Le cene famose

Il pasto dei legionari

Il pasto degli schiavi

Gli oggetti parlanti

Le ricette

Apicio e le sue ricette

Gli ingredienti

I vini

Il pane

Il men¨ di oggi

Il Falerno

Fra tutti i vini il pi¨ famoso era il Falerno che si produce ancora oggi nei pressi da Sessa Aurunca, Mondragone, Massico e altre localitÓ tra il Lazio e la provincia di Caserta.Ne esiste di rosso, bianco e rosato.Al tempo dei Romani era soltanto rosso e veniva descritto come forte e durevole e, se giovane, talmente aspro da non poterlo bere.Piaceva solo dopo anni e anni di invecchiamento.

Orazio lo chiamava vino di fuoco e Persio lo definiva indomito.Si pretendeva che il suo periodo di invecchiamento andasse dai 10 ai 20 anni.

Orazio parla di un Falerno, prodotto nelle sue vigne che aveva come lui 33 anni.Cicerone invece diceva che un invecchiamento eccessivo rendeva il Falerno imbevibile.Secondo molti studiosi il Falerno doveva assomigliare, tra i vini che oggi beviamo non tanto all'attuale omonimo rosso quanto allo sherry ed era di un colore paglierino scuro. Se ne trovavano di due tipi: quello secco e quello semidolce.

Quest'ultimo lo si otteneva praticamente per caso a seconda dell'andamento stagionale.Se nel periodo della vendemmia il vento soffiava costantemente da sud, le uve si "asciugavano" di pi¨ e la loro concentrazione zuccherina aumentava.