l'uso del prodotto
Prestare maggiore attenzione alla "qualità
media"
Un oggetto in cui la qualità media delle
informazioni digitali è buona appare molto più interessante
di un oggetto in cui a informazioni di altissima qualità sul piano
della resa digitale (immagini grandi e molto curate, testi accuratamente
selezionati, video o audio qualitativamente alti) si contrappongano informazioni
di qualità molto bassa (immagini piccole, testi con errori, audio
o video poco nitidi). Si dovrà quindi lavorare sull'editing delle
informazioni digitali, poiché in un ambiente ipermediale il rischio
di un'immediata impressione di disomogeneità è sempre
molto alto e solo una grande accuratezza può evitare che questo si
traduca in un impatto negativo.
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Evitare che le immagini siano di qualità
discontinua: meglio uniformarle su uno standard accettabile lavorando
con tecniche di fotoritocco piuttosto che lasciare che quelle più
belle si distinguano troppo facilmente dalle peggiori. Vale complessivamente
la regola che si applica in certe elaborazioni statistiche: perché
il risultato possa essere ritenuto accettabile bisognerebbe scartare il dato
peggiore così come quello migliore.
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Evitare di affiancare testi troppo lunghi
ad altri molto brevi: cercare di individuare una dimensione intermedia
e non discostarsi troppo da quella, almeno in tutte le situazioni collocabili
su uno stesso piano: ad esempio, se si decide di inserire un glossario stabilire
un range di lunghezza dei testi delle schede e fare in modo che tutte le
schede rientrino nel range stabilito.
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Mantenere una qualità standard
nell'audio inserito, individuando diverse tipologie di inserti
audio e una precisa gerarchia tra le tipologie individuate. Lo standard di
trattamento scelto per gli effetti sonori dovrà essere diverso da
quello individuato per le musiche o per l'audio con funzione esplicativa.
In ogni caso si dovrà evitare che la qualità di un effetto
sonoro di sottofondo sia superiore a quella di un intervento mirato o a quella
di un brano musicale da ascoltare perché pertinente all'oggetto del
lavoro.
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Mantenere una qualità standard
nei video inseriti, ragionando in modo analogo a quanto illustrato
a proposito dell'audio. In ogni caso evitare che un filmato, per quanto "bello",
finisca con l'occupare da solo una buona parte del Cd-Rom che si intende
utilizzare per distribuire il lavoro: 20 inserti video ben selezionati e
"sensati", anche se piccoli e brevi, sono decisamente meglio di 3 video molto
spettacolari ma poco pertinenti. Una buona qualità media è
inoltre legata alla qualità intrinseca dei contenuti.
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Migliorare i contenuti in senso stretto,
ovvero lavorare sull'originalità e la qualità dei
testi, degli inserti audio e video, delle immagini, contribuisce moltissimo
a rendere un lavoro più interessante: se le immagini, i testi e gli
audio sono complessivamente nuovi, diversi da quelli "già visti",
il lettore perdonerà più facilmente eventuali
discontinuità.
Docenti e alunni che intendono lavorare sulla
qualità media dei loro lavori dovranno affinare soprattutto le loro
competenze linguistiche, in senso lato, e la loro familiarità con
gli strumenti di editing digitale, fotoritocco, assemblaggio
video.