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- LICEO SCIENTIFICO “GB QUADRI”
- VICENZA
- Classe 1 AI
- A cura di RICCARDO MASSE’
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- CADUTA DELLA MONARCHIA:
- L’ultimo re di Roma fu Tarquinio il superbo
- La leggenda descrive il sovrano come :
- Tiranno
- Prepotente
- Arrogante
- Violento
- È probabile che questi tratti del carattere siano stati inventati per
spiegare la ribellione che portò all’abbattimento della monarchia e
all’instaurazione della repubblica (509 A. C.).
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- Repubblica significa letteralmente “res publica” cosa pubblica, quindi l’insieme
dei beni comuni del popolo.
- In un primo momento, il potere fu tutto nelle mani del capo della fanteria
oplitica.
- In seguito, il potere supremo fu detenuto da due consoli, dotati di pari
poteri. In caso di pericolo per la repubblica veniva eletto un dittatore
che aveva pieni poteri (rimaneva in carica sei mesi).
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- La costituzione repubblicana presentava:
- I Consoli, in numero di due, eletti ogni anno dal popolo. Essi avevano
le stesse funzioni del re, cioè i supremi poteri politici, militari e
giudiziari, ma erano privi di prerogative religiose.
- Il Senato, che aveva come principale attribuzione quella di dare il
proprio parere sulle questioni che venivano proposte da un magistrato
superiore. Esso si occupava inoltre di politica interna, discutendo e
votando le deliberazioni delle assemblee popolari; e di politica estera,
decidendo della pace e della guerra. I 200 senatori dell'inizio furono
portati a 300, scelti, con il passare del tempo, anche tra i più ricchi
plebei.
- I Comizi centuriati, svolgevano la funzione di eleggere i consoli, i
censori, i pretori, e in genere i magistrati superiori.
- I censori venivano eletti nei comizi centuriati, e scelti tra gli ex
consoli. Eletti ogni cinque anni in numero di due, tenevano la carica
per diciotto mesi. Si occupavano soprattutto di costumi e morale.
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- I Pretori avevano il compito di amministrare le nuove province. Tra
tutti, il pretore urbano era il più importante e, se i consoli erano
lontani da Roma, aveva il potere di convocare le riunioni del senato.
- Gli Edili erano magistrati che sovrintendevano ai lavori pubblici,
dotati anche di alcuni poteri di polizia. Agli edili spettava il compito
di sorvegliare la manutenzione e i restauri di templi, edifici pubblici,
strade, fogne e acquedotti, di controllare il funzionamento dei mercati
pubblici e dei valori di pesi e misure; infine, la direzione dei giochi
pubblici e il mantenimento dell'ordine pubblico.
- I Questori avevano potere giudiziario e funzione di controllo delle
casse dello stato Romano.
- I Tribuni della plebe erano i difensori della plebe, sacri ed
inviolabili godevano del diritto di veto e potevano proporre leggi. I
tribuni non potevano lasciare Roma per più di un giorno.
- L'Assemblea della plebe comprendeva in prevalenza plebei ed eleggeva i
tribuni della plebe.
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- La popolazione romana era divisa in due gruppi: i patrizi e i plebei.
- I patrizi, i discendenti delle famiglie più antiche e potenti,
possedevano molte terre. I plebei, invece, erano per lo più artigiani o
contadini che lavoravano le terre dei patrizi.
- Tutti coloro che discendevano (o che pensavano di discendere) da un
comune antenato formavano una gens, cioè una stirpe. I membri di una
gens si sentivano profondamente uniti da vincoli di sangue, anche se
molto spesso il comune antenato era leggendario. All'interno delle
gentes (plurale di gens) c'erano poi le famiglie, abbastanza simili a
quelle attuali.
- In esse il padre pater familias esercitava una grande autorità sulla
moglie e sui figli. Anche gli schiavi facevano parte della famiglia.
- Ogni Romano prendeva il nome della gens alla quale apparteneva (nomen):
gli appartenenti alla stirpe Claudia si chiamavano tutti Claudio. Al
nomen si anteponeva il nome personale (praenomen) e infine si aggiungeva
il soprannome (cognomen). Il cognomen, molte volte, prendeva origine da
un particolare fisico della persona, da luogo di origine della sua
stirpe o dall’unità familiare di appartenenza all’interno della gens. In
tal modo, ogni cittadino romano aveva tre nomi (tria nomina).
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- Con l’avvento della repubblica, si istituirono i primi giochi, noti
soprattutto per le lotte tra gladiatori, o altri animali. Gli atleti
impiegati in queste gare erano in genere schiavi o prigionieri di guerra.
Una delle rivolte di gladiatori, quella guidata da Spartaco, fu tra le
più terribili subite da Roma.
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- I Romani non ebbero difficoltà a innestare nel loro Pantheon, basato
sulla "triade capitolina" (Giove, Giunone e Minerva), le divinità
dei vari popoli con cui entrarono in contatto. I Romani preferirono i
culti provenienti dalla Grecia, che si mescolarono talmente a quelli
romani da formare un’ unica religione Greco-Romana.
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- Nonostante l'importanza, e l'ampiezza, del commercio romano, l'agricoltura
fu a lungo la base produttiva
principale della società. Naturalmente subì trasformazioni continue con
il cambiare delle condizioni dei prodotti e delle tecniche di
lavorazione.
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- Nell’ antica Roma si possono distinguere tre tipi di abitazioni:
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- Queste case appartenevano ai grandi proprietari terrieri, ed erano
estremamente grandi (2 o 3 volte più grandi di una Domus); le dimensioni
erano dovute al fatto che le abitazioni dovevano contenere non solo i
proprietari, ma anche i contadini, per lo più schiavi, che lavoravano la
terra per i proprietari.
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- Nella casa di un ricco romano si entrava attraverso il vestibolo, un
corridoio che portava ad un grande ingresso, l'atrio.
- Il soffitto dell'atrio aveva un'apertura quadrata nel centro, il compluvium,
per far uscire il fumo e raccogliere l'acqua piovana, che finiva in un
bacino al centro del pavimento, detto impluvium. La cucina, il
ripostiglio, il portico, l'uscita secondaria e i locali ceduti in
affitto come botteghe, completavano la casa.
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- La popolazione più povera di Roma abitava in case misere e sporche. Per
chi possedeva pochi soldi esistevano le insulae, edifici a più piani,
sovraffollati, senza luce e comodità. Di forma irregolare, addossati gli
uni agli altri, in questi edifici di quattro o più piani, alloggiavano
molte famiglie. In queste case spesso non si viveva affatto bene. In
alcune mancava l'acqua; quasi tutte erano prive di servizi igienici; per
di più, essendo costruite in legno, correvano il costante rischio di
essere devastate da terribili incendi.
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- I romani attribuivano alla tavola e alla gastronomia una grande
importanza. I pranzi erano i veri e propri riti mondani dell'epoca,
avvenivano di sera, erano cioè cenae, mentre a mezzogiorno, i romani si
accontentavano di uno spuntino veloce.
Si cominciava con gli antipasti (gustus, gustatio), piatti
stuzzicanti tra cui non mancavano mai le uova e con cui si beveva il
mulsum, vino misto a miele; si continuava poi con la cena vera e
propria, con molte portate e libagioni di vino annacquato, e si finiva
con il dessert, le secundae mensae, a base di cibi piccanti per
stimolare la sete. I Romani amavano le pietanze "fantasia":
carni elaborate, selvaggina ripiena di altra selvaggina, salse di ogni
genere. Come i gusti, anche l'etichetta era diversa da quella dei nostri
giorni: si esprimeva infatti un buon gradimento per il pasto offerto
all'ospite
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- I Romani potevano contare su una superiorità militare che permise loro
di unificare l'Italia. Le centurie si riunivano in manipoli e questi
formavano la legione, cioè l'unità fondamentale per condurre una guerra.
- Lo schieramento della legione romana in battaglia era così suddiviso:
- nella prima linea prendevano posto gli astati (lancieri);
- nella seconda schiera si disponevano i soldati più anziani e meglio
addestrati, i principi (principali):
- nella terza stavano piegati a terra, i triari, i veterani di riserva.
- Durante una battaglia:
- i vèliti, fanti armati alla leggera, sparpagliati dinanzi alla
legione, attaccavano con le armi da getto per distruggere le prime
linee nemiche, poi lasciavano il posto alla fanteria pesante;
- toccava per primi agli astati dare o ricevere l'urto. Se il nemico
opponeva resistenza o la sua pressione era troppo forte, allora i
manipoli dei principi si disponevano negli intervalli di quelli degli
astati e formavano una linea continua.
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